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Comunicato di chiusura Indipendenza

Comunicato finale “Indipendenza…” | 5 Mar

Indipendenza economica e prevenzione: Concluso alla Camera dei Deputati il convegno sul ruolo dell’educazione finanziaria nel sistema antiviolenza.”

Roma, Sala della Lupa – 5 marzo 2026

Si è tenuto ieri 5 marzo, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, il convegno “Indipendenza economica e prevenzione: il ruolo dell’educazione finanziaria nel sistema antiviolenza”, promosso da I Sud del Mondo ETS con la collaborazione di AIEFAssociazione Italiana Educatori Finanziari e Women Care Association, e moderato dalla giornalista e scrittrice Claudia Conte.
L’iniziativa ha posto al centro un messaggio chiaro: l’educazione finanziaria non è soltanto una competenza tecnica, ma uno strumento di libertà e autodeterminazione, capace di rafforzare la prevenzione e di incidere sulle condizioni che alimentano vulnerabilità, ricatti e dipendenza economica.
Nel messaggio inviato ai partecipanti, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha richiamato come la violenza di genere possa manifestarsi anche in forme meno visibili ma ugualmente devastanti, come il controllo, la privazione o lo sfruttamento delle risorse economiche, sottolineando che l’indipendenza economica rappresenta un presupposto essenziale per spezzare il “circolo vizioso”. Fontana ha inoltre evidenziato l’importanza dell’educazione finanziaria, anche attraverso la sua introduzione nelle scuole, auspicando che il confronto possa offrire spunti utili anche per il dibattito parlamentare.
Il Presidente dell’Associazione I Sud del Mondo, Pompeo Torchia, ha richiamato la “libertà” come condizione concreta e quotidiana e ha indicato l’educazione finanziaria come prevenzione primaria: uno strumento che può aprire alternative reali per chi vive contesti di dipendenza e controllo. Ha sottolineato che nessuna donna dovrebbe essere costretta a scegliere tra sicurezza e sopravvivenza economica.

Comunicato chiusura

Olga Cola, Presidente Women Care Association ets ha posto l’accento sulle radici culturali degli stereotipi che allontanano le donne dalla gestione del denaro, esponendole a violenza economica. Ha evidenziato la necessità di fare rete tra pubblico, privato e terzo settore, portando dati e casi che mostrano quanto il tema sia anche una questione di sviluppo per l’intero Paese.

Cristina Rossi, Coordinatrice nazionale AIEF ha ribadito che “educazione finanziaria è prevenzione” e ha presentato azioni operative: sportelli di educazione finanziaria, percorsi formativi dedicati, presenza nelle scuole e programmi aziendali (welfare) con focus su previdenza, rientro dalla maternità e carriere discontinue.

Don Gianni Fusco, docente della Lumsa, ha offerto una lettura culturale e valoriale, collegando il tema alla storia dei diritti e alla partecipazione femminile. Ha richiamato l’importanza della formazione fin dalla scuola e una visione basata su differenza, complementarietà e obiettivi condivisi nella costruzione di una società più equa.

All’interno del Convegno è intervenuta anche il Ministro per la Famiglia, Natalità e Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella, che ha sottolineato il ruolo delle analisi aderenti alla realtà per leggi efficaci e ha richiamato la violenza economica come forma subdola e ancora poco riconosciuta. Il Ministro ha evidenziato la necessità di un’azione unitaria e di strumenti concreti per rafforzare autonomia, lavoro e protezione delle donne.

L’on. Alessia Ambrosi, promotrice dell’evento insieme alle associazioni, ha motivato il convegno come iniziativa “a monte”, centrata sulla prevenzione: la cultura come infrastruttura invisibile della libertà e l’autonomia economica come condizione concreta. Ha valorizzato il ruolo della scuola e dei percorsi strutturati di educazione finanziaria, sottolineando inoltre la solidarietà verso le donne iraniane in lotta per la libertà.

L’On. Marco Osnato, Presidente Commissione Finanze della Camera ha ribadito il legame tra autonomia economica e prevenzione, indicando la consapevolezza finanziaria come diritto di cittadinanza. Ha richiamato misure e leve per favorire lavoro e partecipazione delle donne, insistendo sulla necessità di superare distorsioni culturali ancora radicate.

L’on. Mara Carfagna ha inquadrato la violenza economica come fenomeno consistente ma spesso sommerso e legato a fragilità strutturali nel lavoro femminile. Ha richiamato il tema dei servizi (asili nido, assistenza) come leva di indipendenza e ha presentato una proposta di legge per rafforzare tutele e strumenti economici a supporto delle vittime.

Intervenuta anche, l’on. Martina Semenzato, Presidente Commissione d’inchiesta sul femminicidio che ha spiegato l’impegno della Commissione nel porre la violenza economica al centro del lavoro di indagine e di indirizzo. La stessa Semenzato ha evidenziato come spesso questa forma di controllo inizi in modo “normalizzato” e sia poco riconosciuta, insistendo su consapevolezza, educazione finanziaria e reinserimento lavorativo come chiavi di emancipazione.

Il Sen. Dario Damiani ha ricordato il percorso che ha portato l’educazione finanziaria dentro le scuole e la necessità di potenziarla, fino a immaginarla come disciplina più autonoma e strutturata. Ha richiamato inoltre strumenti di sostegno e misure economiche per aiutare l’uscita da condizioni di ricatto e dipendenza.

All’interno del convegno ha portato anche la sua esperienza personale, l’imprenditrice e stilista, Elisabetta Franchi soffermandosi sul valore dell’autonomia e del lavoro come riscatto, insistendo su determinazione, sacrificio e fiducia in sé. Ha evidenziato inoltre quanto la carenza di servizi e il costo della maternità possano frenare carriere e rientri al lavoro, incidendo direttamente sull’indipendenza economica.

Luigia Spinelli, Procuratrice aggiunta di Latina ha illustrato come la violenza economica emerga sempre più nei fascicoli e come spesso preceda l’escalation. Ha indicato strumenti investigativi e giudiziari fondamentali (indagini patrimoniali e bancarie, tracciamento digitale, misure cautelari), ribadendo che la prevenzione passa anche da alfabetizzazione e capacità di riconoscere la manipolazione economica.

Spazio in un video alla scienziata Amalia Ercoli Finzi che nel suo messaggio ha voluto sottolineare come finanza è potere, e restare fuori dalla finanza significa lasciare ad altri le decisioni decisive per il futuro. Ha quindi valorizzato la competenza femminile nella gestione familiare e l’intuizione come risorsa, chiedendo che l’educazione finanziaria diventi parte delle conoscenze di base.

Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Galati, Responsabile scientifico I Sud del Mondo ETS, che ha voluto sottolineare la funzione del terzo settore nel trasformare consapevolezze e testimonianze in proposte concrete. Ha richiamato l’urgenza di un cambiamento culturale continuativo e la parità come questione di civiltà e qualità democratica, evidenziando il valore delle sinergie tra istituzioni, associazioni e competenze.

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